giovedì 11 ottobre 2007

COMMENTO AL DDL GENTILONI.

Che in Italia oggi a livello televisivo esista “di fatto” un duopolio, mi pare di poter affermare che sia cosa acclarata.

Intervenire però, per legge, sulla sola raccolta pubblicitaria che ogni singolo soggetto può mettere in atto, mi sembra di contro, ostativo allo sviluppo economico dei singoli soggetti interessati, e penalizzante per l’economia e la sopravvivenza di tutto il comparto pubblicitario; ed al tal proposito ritengo valide le considerazioni di merito fatte sul ddl dal presidente dell’antitrust Catricalà, antitrust, che per ruolo, é il massimo organo in materia di decisioni concernenti “posizioni dominanti di mercato”.

Vorrei aggiungere inoltre, che bisogna tenere conto che i due soggetti interessati, Rai e Mediaset perché è di loro che parliamo, dovrebbero svolgere funzioni completamente diverse nel panorama televisivo italiano; visto che una è considerata “pubblica”, e per questo servizio i cittadini versano annualmente un canone, mentre l’altra è giudicata “commerciale”, e come tale vive, di fatto, dei proventi determinati della raccolta pubblicitaria.

Basterebbero di se già queste considerazioni per leggere nel ddl Gentiloni, uno stravolgimento delle regole di mercato.

A tal riguardo, è molto più attuale e meglio strutturata nel suo complesso, la vecchia legge Maccanico del 1997.

Ben farebbe il Ministro invece, in virtù della competenza professionale che ha nel settore e che dal settore gli viene riconosciuta, a mettere mano a tutta la legislazione legata al comparto “comunicazione e pubblicità”, con lo spirito di sviluppare un progetto a più ampio raggio in grado di garantire pluralità ed assicurare trasparenza, rimodellando anche la legge 150 con tutto ciò che riguarda la comunicazione “locale”, per finire ai bandi di gara del settore pubblico, che ancor oggi, sono affidati ed appaltati con gli stessi principi con cui si affidano ed appaltano gli asfalti delle strade; bandi e legislazioni non più confacenti alle esigenze di un mercato dove, sempre più sono evidenti i cambiamenti strutturali, in termini di committenza, operatori incaricati, ma principalmente utenza finale, naturalmente facendo ciò nel rispetto del ruolo di tutti, ma con il giusto distinguo fra comunicazione ed informazione.

Così per essere concreto è non astratto, propongo un incontro fra le varie Asssociazioni di categoria del nostro comparto, con lo scopo di preparare un documento comune da poter sottoporre al Ministro in tempi brevissimi, con l’obiettivo di dare anima a voce al “nostro mondo”, che da sempre, e con professionalità, fa questo mestiere per altri, affinché si possano trovare soluzioni idonee e condivise per tutto il settore.

sabato 6 ottobre 2007

GESU' IN OFFERTA SPECIALE

È la la prima cosa che mi è venuta in mente quando ho letto oggi sulle news dell’ANSA la notizia di quanto successo in una parrocchia di Torre Annunziata, segnalata dal quotidiano Metropolis.

Pare, infatti, che nella parrocchia della Trinità di Via Gino Alfani di Torre Annunziata, il parroco don Antonio Ascione, abbia organizzato una “raccolta punti” con l’obiettivo di fidelizzare i bambini alla messa della domenica mattina.

Nello scorrere la news ho sorriso, ho ripercorso con la mente le tappe del Catechismo della mia infanzia con l’obiettivo di trovare un qualche riferimento che potesse illuminarmi sull’accaduto, ma ahimé senza successo; così alla fine mi sono detto beh: “anche nella chiesa i tempi cambiano”.

A questo punto, ho riletto con più attenzione “il piano di marketing” che don Antonio Ascione ha preparato a supporto dell’iniziativa, ed i risultati che ha conseguito: “meno del previsto, ma in ogni modo l’iniziativa è stata un successo”.

Oddio, 8 bollini, mi sembrano pochini per il valore della Marca, ma forse il target “giovane” di riferimento probabilmente non consentiva di più; e poi i premi: rosari, crocefissi, vangeli ed altri gadget “della Casa”, probabilmente non in linea con le attese, avranno fatto il resto.

Certo, ultimamente un po’ di movimento nel mondo cattolico sotto quest’aspetto si è cominciato a registrare, è stata, infatti, pubblicata una raccolta di santini (sul tipo delle figurine dei calciatori) denominata: “Santi, i campioni della fede”, con una prefazione del cardinale Tonini, ma mai finora una raccolta punti.

La cosa strana, è che in 2000 anni l’unico marchio che ha resistito a tutto e tutti, è stato proprio quello della Chiesa.

Pensierino finale: ma don Antonio avrà presentato al Ministero delle Attività produttive la regolare “comunicazione”?