Intervento fatto alla terza edizione di Creatives are Bad mostra sulla comunicazione rifiutataDesidero fare subito una considerazione: -
mi rifiuto di fare il rifiuto -, o per meglio dire mi rifiuto di considerare i lavori in mostra che ho visto stasera, dei rifuiti.
Nella comunicazione commerciale comunicare significa mettere in contatto le aziende con il mondo, quindi capacità di leggere il mercato e i suoi cambiamenti.
Oggi più che mai è importante capire:
chi comunica, cosa, a chi, in che modo per quanto tempo.
Il dato Nielsen di gennaio 2009 verso lo stesso periodo del 2009 è pari a un meno 18,7%. Questo dato che pure rappresenta in maniera drammatica un momento di crisi scredita un sistema finanziario debole ma non può distruggere il nostro talento; la crisi può colpire dunque gli investimenti pubblitari non la creatività.
La creatività non dipende da quanto grande è il nostro budget ma da quanto sia forte il nostro impegno.
Fuori il mondo è cambiato davvero, tanto che "frugalità" è stata eletta parola dell'anno dal Nw Oxford American Dictionary.
L'Italia è un Paese che ultimamente si arrangia molto e che non fa investimenti per il futuro, tutto questo è determinato in molti casi da un - arcaismo della committenza - che genera un sistema disperso allora per usare una frase fatta: - meno cartoline e più emozioni -.
In giro c'è troppa pubblicità, spesso troppo invasiva, non sempre di buona qualità.
Bisogna allora tornare a produrre buona pubblicità, pubblicità attraente e non volgare o ingannevole.
Come fare?
Occorre essere capaci di portare ai clienti che ci sono, come si fa un business moderno (vedere le cose in un altro modo), quindi trovare delle cose fattibili rispetto al livello di responsabilità (fare, inventare, consigliare dei business sostenibili e non "drogare" le aziende).
Ricordiamoci che un business sostenibile è fatto di due facce:
- March exploration (esplorazione)
- March exploitation (sfruttare)
Esporazione per verificare la capacità d'innovare (il limite italiano sta nel fatto che l'esplorazione non deve costare); ma non basta fare esplorazione, bisogna sfruttarla quindi replicarla.
Non dimentichiamoci che la conoscenza è l'unica risorsa che non si consuma con l'uso; dunque la conoscenza produce valore se si propaga (quindi replicazione).
Un capitolo a parte in questa chiacchierata meritano i Bandi di Gara, se ne parla troppo, da troppo tempo, senza risultati concreti.
Qui a mio parere è fondamentale il ruolo dei players, anche se il problema che si registra è la totale mancanza di una cabina di regia sia nel nostro mondo (intendo le varie associazioni di categoria), sia nella committenza pubblica (dove manca del tutto un piano di marketing articolato e coordinato con direttrici nazionali e territoriali).
In conclusione sono convinto che dalle crisi bisogna sapersi partorire ogni volta diversi, perché diversi sono gli scenari e niente potra essere più come prima, ma per fare questo bisogno soprattutto essere forti e capaci di aprirsi; solo così saremo in grado pensare e sperare che per tutti noi - domani possa essere ancora un altro giorno, ancora un nuovo giorno -.