lunedì 19 gennaio 2009

MISTER CONTINUITA' CHIEDE DI ESSERE ASCOLTATO: ANCHE DA MASI? CERTO!

Intervista rilasciata a Pasquale Diaferia di ADVEXPRESS

Intervista esclusiva al nuovo Presidente di TP, Biagio Vanacore sostituisce il presidente Finzi che ha ceduto sabato il suo incarico al vicepresidente vicario per motivi di salute.

E' appena circolato il comunicato delle dimissioni da presidente di TP per motivi di salute di Enrico Finzi: al suo posto il vicepresidente vicario eletto a ottobre da una maggioranza 'bulgara' e quindi molto ben considerato dalla base associativa.
Al primo squillo del lunedì il neopresidente risponde. Ed io commento: "Caspita!
Biagio, di solito i potenti si negano al telefono. Che fai, non hai ancora cominciato a tirartela un po?".

Vanacore lo conosco davvero da un bel po' di tempo. Solo dal modo di salutarmi capisco che è veramente combattutto: "Pasquale, sai che mi sono sempre messo al servizio di questo mestiere e delle sue istituzioni. Oggi diventare presidente dell'associazione più antica e con il maggior numero di associati della pubblicità mi rende felice. Dall'altro lato però mi dispiace assai che Enrico sia stato costretto, sotto consiglio medico, a lasciare il lavoro che aveva iniziato. L'avevo con lui condiviso, e per questo progetto tante persone si stavano e si stanno spendendo. Il mio primo pensiero è per Lui. Gli auguri per la sua salute non possono che essere totali. E la mia disponibilità per l'associazione sarà di conseguenza totale. Figuriamoci se non rispondo al telefono.
Come ho scritto ai soci, anche la mia mail è a disposizione per suggerimenti e, se sarà il caso, critiche."
Bene sappiamo tutto di te, del programma che in ticket con Enrico stavate attuando. Della scossa che, fin dal primo giorno, avete provato a dare a questo mercato ed a questa professione.

Ci saranno cambiamenti di rotta?

"La mia parola d'ordine sarà continuità. Quello che Enrico ti aveva anticipato nella tua intervista di novembre è la mia bussola.
Vogliamo continuare ad essere un'associazione che rappresenta davvero la realtà pubblicitaria del nostro paese, lo testimoniano i nostri organismi pieni di professionisti di tutte le regioni, giovani, con una forte presenza di donne di qualità e con la volontà di utilizzare tutti gli strumenti tecnologici on line.
Poi ti confermo i tre punti che avevano creato scandalo all'inizio del nuovo mandato di Enrico:
vogliamo provare a ridefinire le funzioni di organismi consortili come IAP e Pubblicità Progresso, vogliamo continuare a perseguire la possibilità di attivare iniziative giudiziarie a tutela del nostro lavoro in tema di diritto d'autore, a prescindere se fatto da grandi agenzie o da professionisti come noi. Infine continueremo a segnalare le cose che non funzionano nella nostra industria. Come diceva Enrico, siamo stati zitti per troppo tempo: è venuto il momento di far sentire anche la voce delle migliaia di realtà che in Italia fanno veramente questo lavoro. "

Continuità, continuità, continuità, ho capito. Ma almeno una chicca inedita, per questa prima intervista, Mister Continuità me la vuol riservare?

"Che ti devo dire. Mi spiace che Upa ed Assocomunicazione, per il loro convegno di marzo sulla crisi che incombe, abbiano voluto privilegiare solo ospiti stranieri, soprattutto per il settore della
creatività. E' un peccato che tanti ottimi professionisti, molti dei quail soci TP, non abbiano trovato posto in un convegno che dovrebbe aiutare i clienti a capire come si possa e si debba cambiare tutto. Se non valorizziamo i talenti italiani, temo che la nostra crisi strutturale sia destinata ad aggravarsi, non a risolversi.
So che tocco un tasto a te caro. Penso che i clienti debbano capire che la soluzione di tutto sta nelle risorse, sopratutto creative, che stanno in questo paese, senza cercare insegnamenti internazionali.
La crisi c'è anche all'estero. Non è che David Droga e Scott Goodson, gli ottimi creativi che terranno relazioni, abbiano risolto le crisi nei loro paesi. Sono bravissimi, nè più nè meno di almeno una cinquantina creativi nostrani. Perchè non far sentire anche le loro voci, perchè non dare un palco anche a questi talenti, che dovranno lavorare con le aziende italiane a cui si vuole 'fare lezione'? Non a caso la campagna pubblicitaria dell'evento l'ha realizzata Emanuele Pirella (un socio TP), non Droga oGoodson. E' un peccato che Upa ed Assocomunicazione, come già in passato, abbiano fatto tutto senza confrontarsi anche con le altre realtà dell'associazionismo italiano, in particolare noi di TP."

Vedo che dopo gli attacchi sullo IAP e Pubblicità Progresso, non ti fai mancare la continuità con Finzi anche nei confronti delle grandi associazioni.

"Sempre con grande rispetto e con la coscienza del fatto che noi di TP siamo grandi, ma anche privi di mezzi. Non si tratta di attacchi senza senso: chiediamo solo di essere ascoltati e coinvolti sulle
iniziative strutturali. Penso che anche il nuovo presidente di Assocomunicazione, Masi, sarà d'accordo con me: gli interventi per ridefinire il quadro di questa industria neI prossimi anni vanno progettati insieme. Pensare di farlo senza TP, onestamente, mi sembra una fesseria, come diciamo dalle mie parti."

Soltanto alla fine dell'intervista, salta fuori la vera novità della nomina al vertice di TP. Non c'è più un milanese, o un romano, alla carica, come in tutte le altre associazioni. Non c'è un presidente di multinazionale o di una lussuosa agenzia metropolitana a capitale italiano.

Sembra poco, ma il mio ottimismo su Biagio è proprio legato al suo essere 'parecchio atipico' rispetto al dirigente del passato: napoletano, titolare di una piccola agenzia di Castellamare di Stabia, eppure con una forte esperienza del mestiere e delle associazioni nazionali.
Oltre che vicepresidente vicario di TP, è stato infatti vicepresidente di Unicom per anni.

In chiusura, non possono mancare anche i nostri auguri al Presidente Finzi per la sua salute. Ma altrettanti in bocca al lupo vanno a questo nuovo, inatteso Presidente Vanacore.
Biagio, che con te migliori tutto questo mestiere, nei prossimi anni.

INCREDIBILE MA VERO AMICI: SONO IL NUOVO PRESIDENTE TP

Intervista rilasciata a Fabio Muzzio direttore di Spot and Web

Cambio al vertice dell’Associazione. Immutata la Giunta. Una gestione che si annuncia nella continuità del programma, ma con desiderio di portare TP a sedere a tutti i tavoli con le altre Associazioni.

Biagio Vanacore, che era stato eletto in ticket con Enrico Finzi come Vicepresidente Vicario, ha assunto, da sabato scorso, la Presidenza di TP l’Associazione Italiana Pubblicitari Professionisti. La Giunta Esecutiva rimane immutata e composta da Cristiana Gandini, Tiziana Pittia, Carlo Cioni, Nevio Ronconi e Luca Targa.
TP, che è formata da Pubblicitari Professionisti TPP e Pubblicitari TP, che operano su tutto il territorio nazionale, vanta oltre 2000 soci.

Abbiamo rivolto al neo presidente alcune domande per capire quali strategie e quali scenari si troverà ad affrontare per una presidenza che si annuncia nella continuità con quella del dimissionario Enrico Finzi.

La sua Presidenza non coincide con un’elezione, quanto con una successione:

“Infatti, la mia Presidenza arriva con le dimissioni di Enrico Finzi e io gli subentro in quanto ero Vice Presidente Vicario. L’atto ufficiale di Finzi mi ha portato alla convocazione degli organi associativi per la comunicazione e il cambio al vertice”.

Come sarà TP sotto la Presidenza Vanacore?

“Avevo accettato di fare il Vice di Finzi, perchè avevo aderito al suo programma e per questo nulla cambierà nel programma approvato con il pieno consenso di tutti: posso confermare che vi sarà la continuità sulla strada tracciata”.

Continuità con il programma tracciato: come si muoverà TP?

“Siamo piccoli, ma con una grande storia e tradizione e di questa storia e questa tradizione faremo la nostra bandiera per essere sempre più considerati e rispettati. E in questo momento non c’è bisogno di litigare, quanto di condividere. Il mondo al nostro esterno è cambiato occorre
ricordarselo e averlo ben presente. Inoltre siamo un’associazione che tutela l’italianità e quindi saremo vigili sui bandi di gara, sugli atteggiamenti e le decisioni degli organi di controllo. E poi saremo fortemente schierati per la tutela dei nostri associati”.

Compreso l’ingresso negli Albi delle professioni?

“La direttiva Europea (36/2005, ndr), totalmente recepita dal nostro Governo, regolamenta l’accesso agli Albi delle professioni anche per le associazioni e TP ha tutte le carte in regola per
entrarci già quest’anno. Il primo passo della mia presidenza è stato proprio attivarsi per questo obiettivo”.

Quale ruolo può recitare TP in questa fase economica?

“Per uscire dalla recessione l’economia deve contare non solo sui grandi, ma pure sui piccoli. Anzi, i piccoli rappresentano il tessuto economico italiano, operando tutti i giorni sul mercato. E
proprio per questo il nostro compito sarà quello di dare consistente risalto ai nostri iscritti, a loro volta presenti in altre Associazioni, come Unicom o AssoComunicazione. TP dovrà sedersi ai tavoli con pari dignità con tutti le altre organizzazioni”.

Qualche novità all’interno dell’Associazione?

“Il progetto più importante sarà “webbizzare” l’Associazione entro il 2010, in modo che la tecnologia riguardi tutti i soci”.

Presidente, cosa ne pensa della pubblicità in Italia?

“Io ci vorrei più italiani e meno stranieri, perché abbiamo grandi creativi. Gli scambi di idee e il confronto serve, ma non siamo secondi a nessuno. Occorre ridare dignità al ruolo di creativo e
alle diverse anime di cui TP è composta. Della pubblicità si dice che sia troppa e troppo invasiva, ma il problema è nella riduzione dei budget e il Sud del nostro Paese soffre più del Nord.
Potrei suggerire una strada: bandire i bandi dai banditi”.

Un uomo del Sud arriva alla presidenza: porterà la sua appartenenza geografica in TP?

“Assolutamente no, vorrei fare mia, invece, una frase di Barack Obama che ho letto sui quotidiani: “Il cambiamento non arriva da Washington, ma arriva a Washington e questo
treno è il cambiamento”. Milano o Napoli siamo tutti cittadini del mondo e sarò milanese quando dovrò.
TP ha 2000 soci sparsi su tutto il territorio nazionale. Riconosco a Milano il ruolo
e il pieno titolo di capitale della pubblicità, ma la collocazione geografica non coincide per forza con la capacità. Saranno poi gli associati a giudicare quello che farò durante il mio mandato”.

TP avrà degli interlocutori privilegiati? “Noi parleremo con tutti senza privilegiare nessuno: Ferpi, Assorel, Unicom, AssocComunicazione ecc.: siederemo con loro ogni volta che sarà possibile”.