Intervista rilasciata a Fabio Muzzio direttore di Spot and Web
Cambio al vertice dell’Associazione. Immutata la Giunta. Una gestione che si annuncia nella continuità del programma, ma con desiderio di portare TP a sedere a tutti i tavoli con le altre Associazioni.
Biagio Vanacore, che era stato eletto in ticket con Enrico Finzi come Vicepresidente Vicario, ha assunto, da sabato scorso, la Presidenza di TP l’Associazione Italiana Pubblicitari Professionisti. La Giunta Esecutiva rimane immutata e composta da Cristiana Gandini, Tiziana Pittia, Carlo Cioni, Nevio Ronconi e Luca Targa.
TP, che è formata da Pubblicitari Professionisti TPP e Pubblicitari TP, che operano su tutto il territorio nazionale, vanta oltre 2000 soci.
Abbiamo rivolto al neo presidente alcune domande per capire quali strategie e quali scenari si troverà ad affrontare per una presidenza che si annuncia nella continuità con quella del dimissionario Enrico Finzi.
La sua Presidenza non coincide con un’elezione, quanto con una successione:
“Infatti, la mia Presidenza arriva con le dimissioni di Enrico Finzi e io gli subentro in quanto ero Vice Presidente Vicario. L’atto ufficiale di Finzi mi ha portato alla convocazione degli organi associativi per la comunicazione e il cambio al vertice”.
Come sarà TP sotto la Presidenza Vanacore?
“Avevo accettato di fare il Vice di Finzi, perchè avevo aderito al suo programma e per questo nulla cambierà nel programma approvato con il pieno consenso di tutti: posso confermare che vi sarà la continuità sulla strada tracciata”.
Continuità con il programma tracciato: come si muoverà TP?
“Siamo piccoli, ma con una grande storia e tradizione e di questa storia e questa tradizione faremo la nostra bandiera per essere sempre più considerati e rispettati. E in questo momento non c’è bisogno di litigare, quanto di condividere. Il mondo al nostro esterno è cambiato occorre
ricordarselo e averlo ben presente. Inoltre siamo un’associazione che tutela l’italianità e quindi saremo vigili sui bandi di gara, sugli atteggiamenti e le decisioni degli organi di controllo. E poi saremo fortemente schierati per la tutela dei nostri associati”.
Compreso l’ingresso negli Albi delle professioni?
“La direttiva Europea (36/2005, ndr), totalmente recepita dal nostro Governo, regolamenta l’accesso agli Albi delle professioni anche per le associazioni e TP ha tutte le carte in regola per
entrarci già quest’anno. Il primo passo della mia presidenza è stato proprio attivarsi per questo obiettivo”.
Quale ruolo può recitare TP in questa fase economica?
“Per uscire dalla recessione l’economia deve contare non solo sui grandi, ma pure sui piccoli. Anzi, i piccoli rappresentano il tessuto economico italiano, operando tutti i giorni sul mercato. E
proprio per questo il nostro compito sarà quello di dare consistente risalto ai nostri iscritti, a loro volta presenti in altre Associazioni, come Unicom o AssoComunicazione. TP dovrà sedersi ai tavoli con pari dignità con tutti le altre organizzazioni”.
Qualche novità all’interno dell’Associazione?
“Il progetto più importante sarà “webbizzare” l’Associazione entro il 2010, in modo che la tecnologia riguardi tutti i soci”.
Presidente, cosa ne pensa della pubblicità in Italia?
“Io ci vorrei più italiani e meno stranieri, perché abbiamo grandi creativi. Gli scambi di idee e il confronto serve, ma non siamo secondi a nessuno. Occorre ridare dignità al ruolo di creativo e
alle diverse anime di cui TP è composta. Della pubblicità si dice che sia troppa e troppo invasiva, ma il problema è nella riduzione dei budget e il Sud del nostro Paese soffre più del Nord.
Potrei suggerire una strada: bandire i bandi dai banditi”.
Un uomo del Sud arriva alla presidenza: porterà la sua appartenenza geografica in TP?
“Assolutamente no, vorrei fare mia, invece, una frase di Barack Obama che ho letto sui quotidiani: “Il cambiamento non arriva da Washington, ma arriva a Washington e questo
treno è il cambiamento”. Milano o Napoli siamo tutti cittadini del mondo e sarò milanese quando dovrò.
TP ha 2000 soci sparsi su tutto il territorio nazionale. Riconosco a Milano il ruolo
e il pieno titolo di capitale della pubblicità, ma la collocazione geografica non coincide per forza con la capacità. Saranno poi gli associati a giudicare quello che farò durante il mio mandato”.
TP avrà degli interlocutori privilegiati? “Noi parleremo con tutti senza privilegiare nessuno: Ferpi, Assorel, Unicom, AssocComunicazione ecc.: siederemo con loro ogni volta che sarà possibile”.
Cambio al vertice dell’Associazione. Immutata la Giunta. Una gestione che si annuncia nella continuità del programma, ma con desiderio di portare TP a sedere a tutti i tavoli con le altre Associazioni.
Biagio Vanacore, che era stato eletto in ticket con Enrico Finzi come Vicepresidente Vicario, ha assunto, da sabato scorso, la Presidenza di TP l’Associazione Italiana Pubblicitari Professionisti. La Giunta Esecutiva rimane immutata e composta da Cristiana Gandini, Tiziana Pittia, Carlo Cioni, Nevio Ronconi e Luca Targa.
TP, che è formata da Pubblicitari Professionisti TPP e Pubblicitari TP, che operano su tutto il territorio nazionale, vanta oltre 2000 soci.
Abbiamo rivolto al neo presidente alcune domande per capire quali strategie e quali scenari si troverà ad affrontare per una presidenza che si annuncia nella continuità con quella del dimissionario Enrico Finzi.
La sua Presidenza non coincide con un’elezione, quanto con una successione:
“Infatti, la mia Presidenza arriva con le dimissioni di Enrico Finzi e io gli subentro in quanto ero Vice Presidente Vicario. L’atto ufficiale di Finzi mi ha portato alla convocazione degli organi associativi per la comunicazione e il cambio al vertice”.
Come sarà TP sotto la Presidenza Vanacore?
“Avevo accettato di fare il Vice di Finzi, perchè avevo aderito al suo programma e per questo nulla cambierà nel programma approvato con il pieno consenso di tutti: posso confermare che vi sarà la continuità sulla strada tracciata”.
Continuità con il programma tracciato: come si muoverà TP?
“Siamo piccoli, ma con una grande storia e tradizione e di questa storia e questa tradizione faremo la nostra bandiera per essere sempre più considerati e rispettati. E in questo momento non c’è bisogno di litigare, quanto di condividere. Il mondo al nostro esterno è cambiato occorre
ricordarselo e averlo ben presente. Inoltre siamo un’associazione che tutela l’italianità e quindi saremo vigili sui bandi di gara, sugli atteggiamenti e le decisioni degli organi di controllo. E poi saremo fortemente schierati per la tutela dei nostri associati”.
Compreso l’ingresso negli Albi delle professioni?
“La direttiva Europea (36/2005, ndr), totalmente recepita dal nostro Governo, regolamenta l’accesso agli Albi delle professioni anche per le associazioni e TP ha tutte le carte in regola per
entrarci già quest’anno. Il primo passo della mia presidenza è stato proprio attivarsi per questo obiettivo”.
Quale ruolo può recitare TP in questa fase economica?
“Per uscire dalla recessione l’economia deve contare non solo sui grandi, ma pure sui piccoli. Anzi, i piccoli rappresentano il tessuto economico italiano, operando tutti i giorni sul mercato. E
proprio per questo il nostro compito sarà quello di dare consistente risalto ai nostri iscritti, a loro volta presenti in altre Associazioni, come Unicom o AssoComunicazione. TP dovrà sedersi ai tavoli con pari dignità con tutti le altre organizzazioni”.
Qualche novità all’interno dell’Associazione?
“Il progetto più importante sarà “webbizzare” l’Associazione entro il 2010, in modo che la tecnologia riguardi tutti i soci”.
Presidente, cosa ne pensa della pubblicità in Italia?
“Io ci vorrei più italiani e meno stranieri, perché abbiamo grandi creativi. Gli scambi di idee e il confronto serve, ma non siamo secondi a nessuno. Occorre ridare dignità al ruolo di creativo e
alle diverse anime di cui TP è composta. Della pubblicità si dice che sia troppa e troppo invasiva, ma il problema è nella riduzione dei budget e il Sud del nostro Paese soffre più del Nord.
Potrei suggerire una strada: bandire i bandi dai banditi”.
Un uomo del Sud arriva alla presidenza: porterà la sua appartenenza geografica in TP?
“Assolutamente no, vorrei fare mia, invece, una frase di Barack Obama che ho letto sui quotidiani: “Il cambiamento non arriva da Washington, ma arriva a Washington e questo
treno è il cambiamento”. Milano o Napoli siamo tutti cittadini del mondo e sarò milanese quando dovrò.
TP ha 2000 soci sparsi su tutto il territorio nazionale. Riconosco a Milano il ruolo
e il pieno titolo di capitale della pubblicità, ma la collocazione geografica non coincide per forza con la capacità. Saranno poi gli associati a giudicare quello che farò durante il mio mandato”.
TP avrà degli interlocutori privilegiati? “Noi parleremo con tutti senza privilegiare nessuno: Ferpi, Assorel, Unicom, AssocComunicazione ecc.: siederemo con loro ogni volta che sarà possibile”.


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