E' sui muri di Napoli una campagna che sta destando molti commenti, e come sempre si usa la donna come elemento chock.
Su richiesta del Il Mattino di Napoli, faccio alcune riflessioni.
1. Naturalmente concordo con quanti ritengono che bisogna evitare di produrre Campagne Pubblicitarie "lesive della dignità della persona umana".
Oggi non esiste il problema della troppa pubblicità (non si spiegherebbe altrimenti le 13 mila postazioni pubblicitarie presenti sul territorio di Napoli e che portano soldi alle casse comunali) quanto della cattiva pubblicità; ma qui un ruolo importante dovrebbero giocarlo tutti i players a cominciare da coloro che commissionano la pubblicità, che specie nel settore della moda usano sempre più spesso a far parlare le immagini e non il prodotto.
2. C'è però molta demagogia nelle dichiarazioni dei politici napoletani, impegnati forse troppa nella ricerca della visibilità personale.
La campagna oggetto del can can di questi giorni è stata ritirata oggi semplicemente per il fatto che oggi scadeva il flight di utilizzo dello spazio acquistato.
Inoltre è' compito dello IAP (istituto di autodisciplina pubblicitaria) definire direttamente o su segnalazione se e come una campagna sia da ritirare e per quale motivazione.
3. Concludo dicendo che per fortuna non siamo ancora in un Paese dove di esercita una censura preventiva, ma mi preoccupa fortemente che a Napoli la Giunta ed il Sindaco possano immaginare di esercitare preventivamente un'azione di repressione sulla pubblicità. Consiglio al Sindaco ed alla Giunta di dedicare più tempo ai problemi della Città, che in questo momento sono tanti e che aspettano da tempo risposte concrete.
Se proprio hanno tempo e vogliono dare una mano al mondo della pubblicità ed a loro stessi, forse possono farlo incominciando a mettere mano alla riscrittura dei Bandi di Gara per la comunicazione pubblicitaria del Comune, inserendo esperti della pubblicità nelle commissioni che prima stendono i bandi di gara e che poi valutano le proposte presentate, almeno ottengono da subito 2 risultati: produrre una buona comunicazione e soprattutto averla con bandi trasparenti riservati a tutti gli operatori del settore e non come spesso capita oggi appannaggio di pochi.
Se il Sindaco e la Giunta vogliono, noi della Tp - Associazione Italiana Pubblicitari Professionisti, siamo a disposizione per fare la nostra parte.
Su richiesta del Il Mattino di Napoli, faccio alcune riflessioni.
1. Naturalmente concordo con quanti ritengono che bisogna evitare di produrre Campagne Pubblicitarie "lesive della dignità della persona umana".
Oggi non esiste il problema della troppa pubblicità (non si spiegherebbe altrimenti le 13 mila postazioni pubblicitarie presenti sul territorio di Napoli e che portano soldi alle casse comunali) quanto della cattiva pubblicità; ma qui un ruolo importante dovrebbero giocarlo tutti i players a cominciare da coloro che commissionano la pubblicità, che specie nel settore della moda usano sempre più spesso a far parlare le immagini e non il prodotto.
2. C'è però molta demagogia nelle dichiarazioni dei politici napoletani, impegnati forse troppa nella ricerca della visibilità personale.
La campagna oggetto del can can di questi giorni è stata ritirata oggi semplicemente per il fatto che oggi scadeva il flight di utilizzo dello spazio acquistato.
Inoltre è' compito dello IAP (istituto di autodisciplina pubblicitaria) definire direttamente o su segnalazione se e come una campagna sia da ritirare e per quale motivazione.
3. Concludo dicendo che per fortuna non siamo ancora in un Paese dove di esercita una censura preventiva, ma mi preoccupa fortemente che a Napoli la Giunta ed il Sindaco possano immaginare di esercitare preventivamente un'azione di repressione sulla pubblicità. Consiglio al Sindaco ed alla Giunta di dedicare più tempo ai problemi della Città, che in questo momento sono tanti e che aspettano da tempo risposte concrete.
Se proprio hanno tempo e vogliono dare una mano al mondo della pubblicità ed a loro stessi, forse possono farlo incominciando a mettere mano alla riscrittura dei Bandi di Gara per la comunicazione pubblicitaria del Comune, inserendo esperti della pubblicità nelle commissioni che prima stendono i bandi di gara e che poi valutano le proposte presentate, almeno ottengono da subito 2 risultati: produrre una buona comunicazione e soprattutto averla con bandi trasparenti riservati a tutti gli operatori del settore e non come spesso capita oggi appannaggio di pochi.
Se il Sindaco e la Giunta vogliono, noi della Tp - Associazione Italiana Pubblicitari Professionisti, siamo a disposizione per fare la nostra parte.

