Lettera aperta di Biagio Vanacore a Spot and Web
Caro Direttore,
ho deciso di scriverti, rispondendo così alle tue numerose sollecitazioni di questo periodo e soprattutto di queste ultime ore.
Ho fatto questa scelta, per rispetto nei confronti di tutti i protagonisti di questa vicenda, ma principalmente perchè voci fuori del coro, non riportano all’esterno sempre con esattezza pensieri e comportamenti di ciascuno di noi.
La mia decisione, scaturisce anche dal senso di responsabilità che ho verso i Soci Tp, che nulla hanno a che vedere con questa storia, e verso i Soci Unicom, persone serie che lavorano sodo, i cui valori etici non possono essere messi in discussione per questa vicenda. Voglio ricordare qui, che Unicom è la prima Associazione del nostro settore ad aver certificato la Qualità del suo processo, ed anche la prima ad essersi dotata di una Carta dei Valori.
C’è poi un’altra considerazione da fare: i fatti interni e gli assetti organizzativi devono metodologicamente seguire l’iter che ogni Associazione si è data negli anni al suo interno, i cui tempi sono dettati dallo statuto e non da fattori esterni, lasciando infine all’esercizio del libero arbitrio di ciascun associato, valutazioni, azioni e conclusioni.
A questo punto, devo onestamente dirti che sono a disagio e combattuto, mi sento come Mezio Suffezio punito con il supplizio dello squartamento con i cavalli tiranti in direzione opposta, e ti spiego questo con alcune osservazioni.
Una riguarda proprio te. Da un lato eserciti un diritto che è anche un dovere di critica, critica che è poi il sale della democrazia anche se a volta brucia le ferite, dall’altro, da qualche tempo, lo fai a volte con toni forti, che possono rendere difficile un sereno e razionale esame degli argomenti che poni.
Sono poi a disagio ed in conflitto per quel che attiene i miei rapporti con Lorenzo Strona. Per un verso gli sono affezionato e ne ho condiviso a lungo le scelte. Per un altro verso ho assunto nell’ultimo periodo nei confronti della sua presidenza, una posizione critica per le decisioni prese, fino a portarmi alla conclusione di rimettergli la delega di Vice Presidente, pur rimanendo nel Consiglio Direttivo.
Secondo me, facendo il bilancio di una presidenza decennale, Lorenzo Strona ha giocato un ruolo positivo, in certi casi prezioso per la categoria e gli associati.
Ora però sta commettendo per sua stessa ammissione degli errori, ma in una psicologia dell’assedio che rende difficile capire ciò che è essenziale e ciò che non lo è, diventa poi difficilissimo correggersi.
Sono inoltre a disagio ed in conflitto con me stesso.
Userò un termine forte: sono incazzato nero. Penso che io, te, Lorenzo e tutti quanti stiamo perdendo del gran tempo: siamo in una situazione economica molto grave, dal mercato della comunicazione commerciale vengono segnali sempre più preoccupanti, mentre avremmo bisogno di un “di più” in termini di innovazione, e dovremmo essere davvero più creativi e “rivoluzionari”.
Invece stiamo qui ad incartarci in questioni retrò.
Come venirne fuori? Con il massimo della trasparenza e della coerenza. Con una forte spinta al rinnovamento, probabilmente azzerando tutto e ricominciando daccapo, con nuove regole (l’attuale statuto di Unicom non prevede un meccanismo di controllo e garanzia, ne un sistema di rappresentanza della minoranza, e neppure l’elezione diretta del Presidente con un limite di mandati) e, credo anche con nuove facce.
Come hai detto, sono anche Vice Presidente Vicario di TP: Enrico Finzi ed io siamo stati votati in ticket sulla base di un nuovo statuto da quasi il 90% degli elettori (non avevamo competitori ma è vero anche che la percentuale di astenuti e schede bianche è stata misera).
Guardando le cose anche da quell’angolo di visuale, sento che dovremmo riposizionarci e modificare le nostre strategie.
Ti preannuncio (è una chicca giornalistica) che la Tp proporrà alcune iniziative innovative a tutto il nostro mondo.
Secondo me, anche gli altri players dell’universo della comunicazione dovrebbero porsi il problema di voltare pagina.
Su un punto hai pienamente ragione, caro Direttore: con più etica e con meno conservatorismo.
Caro Direttore,
ho deciso di scriverti, rispondendo così alle tue numerose sollecitazioni di questo periodo e soprattutto di queste ultime ore.
Ho fatto questa scelta, per rispetto nei confronti di tutti i protagonisti di questa vicenda, ma principalmente perchè voci fuori del coro, non riportano all’esterno sempre con esattezza pensieri e comportamenti di ciascuno di noi.
La mia decisione, scaturisce anche dal senso di responsabilità che ho verso i Soci Tp, che nulla hanno a che vedere con questa storia, e verso i Soci Unicom, persone serie che lavorano sodo, i cui valori etici non possono essere messi in discussione per questa vicenda. Voglio ricordare qui, che Unicom è la prima Associazione del nostro settore ad aver certificato la Qualità del suo processo, ed anche la prima ad essersi dotata di una Carta dei Valori.
C’è poi un’altra considerazione da fare: i fatti interni e gli assetti organizzativi devono metodologicamente seguire l’iter che ogni Associazione si è data negli anni al suo interno, i cui tempi sono dettati dallo statuto e non da fattori esterni, lasciando infine all’esercizio del libero arbitrio di ciascun associato, valutazioni, azioni e conclusioni.
A questo punto, devo onestamente dirti che sono a disagio e combattuto, mi sento come Mezio Suffezio punito con il supplizio dello squartamento con i cavalli tiranti in direzione opposta, e ti spiego questo con alcune osservazioni.
Una riguarda proprio te. Da un lato eserciti un diritto che è anche un dovere di critica, critica che è poi il sale della democrazia anche se a volta brucia le ferite, dall’altro, da qualche tempo, lo fai a volte con toni forti, che possono rendere difficile un sereno e razionale esame degli argomenti che poni.
Sono poi a disagio ed in conflitto per quel che attiene i miei rapporti con Lorenzo Strona. Per un verso gli sono affezionato e ne ho condiviso a lungo le scelte. Per un altro verso ho assunto nell’ultimo periodo nei confronti della sua presidenza, una posizione critica per le decisioni prese, fino a portarmi alla conclusione di rimettergli la delega di Vice Presidente, pur rimanendo nel Consiglio Direttivo.
Secondo me, facendo il bilancio di una presidenza decennale, Lorenzo Strona ha giocato un ruolo positivo, in certi casi prezioso per la categoria e gli associati.
Ora però sta commettendo per sua stessa ammissione degli errori, ma in una psicologia dell’assedio che rende difficile capire ciò che è essenziale e ciò che non lo è, diventa poi difficilissimo correggersi.
Sono inoltre a disagio ed in conflitto con me stesso.
Userò un termine forte: sono incazzato nero. Penso che io, te, Lorenzo e tutti quanti stiamo perdendo del gran tempo: siamo in una situazione economica molto grave, dal mercato della comunicazione commerciale vengono segnali sempre più preoccupanti, mentre avremmo bisogno di un “di più” in termini di innovazione, e dovremmo essere davvero più creativi e “rivoluzionari”.
Invece stiamo qui ad incartarci in questioni retrò.
Come venirne fuori? Con il massimo della trasparenza e della coerenza. Con una forte spinta al rinnovamento, probabilmente azzerando tutto e ricominciando daccapo, con nuove regole (l’attuale statuto di Unicom non prevede un meccanismo di controllo e garanzia, ne un sistema di rappresentanza della minoranza, e neppure l’elezione diretta del Presidente con un limite di mandati) e, credo anche con nuove facce.
Come hai detto, sono anche Vice Presidente Vicario di TP: Enrico Finzi ed io siamo stati votati in ticket sulla base di un nuovo statuto da quasi il 90% degli elettori (non avevamo competitori ma è vero anche che la percentuale di astenuti e schede bianche è stata misera).
Guardando le cose anche da quell’angolo di visuale, sento che dovremmo riposizionarci e modificare le nostre strategie.
Ti preannuncio (è una chicca giornalistica) che la Tp proporrà alcune iniziative innovative a tutto il nostro mondo.
Secondo me, anche gli altri players dell’universo della comunicazione dovrebbero porsi il problema di voltare pagina.
Su un punto hai pienamente ragione, caro Direttore: con più etica e con meno conservatorismo.


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