giovedì 24 febbraio 2011

SVILUPPIAMO IDEE, NON VOYEURISMO

Il mio comunicato stampa come presidente di TP sul rapporto tra pubblicità e corpo della donna,

“Nessun pubblicitario che possa definirsi tale ama il corpo della donna come veicolo del proprio lavoro. Parlare di sfruttamento del corpo della donna in pubblicità è puro populismo. La questione andrebbe approfondita, magari interpellando chi la pubblicità la crea”.

Così il presidente dell’Associazione Italiana Pubblicitari Professionisti, Biagio Vanacore, interviene nella discussione che in queste ore si sta animando attraverso alcuni dei principali organi di informazione.

“Il compito del pubblicitario – continua Vanacore – è quello di produrre idee che aiutino le aziende a valorizzare i propri valori, non certo quello di sollecitare il voyeurismo dei cittadini. D’altronde, sfido chiunque a trovare qualcosa di pubblicitario in una fotografia di una donna, magari opportunamente ritoccata.

Affrontare il tema dell’utilizzo del corpo della donna in pubblicità, puntare l’indice contro i pubblicitari, senza ascoltare la voce dei professionisti, vale a dire di chi crea, pianifica e diffonde il messaggio pubblicitario, in pieno accordo con il committente, è come commentare la moviola di una partita di calcio senza guardare le immagini in televisione”.

Tp, l’Associazione Italiana Pubblicitari Professionisti, di cui è presidente Biagio Vanacore, è attiva dal lontano 1965 e può contare su oltre 2.000 professionisti iscritti.

“Ogni pubblicità – sottolinea ancora Vanacore – interviene in quello che è il contesto sociale, economico e politico e nasce dal rapporto di collaborazione che si instaura tra un’azienda ed i suoi pubblicitari: la prima, attraverso la pubblicità, dovrebbe tutelare la propria etica, i secondi, con il loro lavoro, dare una cifra estetica all’azienda”.

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