lunedì 24 marzo 2008

STEP, GIN E ... LA VOGLIA D'AMORE

Si, proprio così. Step, Gin e la voglia d’amore non d’amare, una vocale diversa in una parola, e cambia completamente il senso di un pensiero.

Sono andato a vedere il film “Ho voglia di te” per curiosità; non riuscivo a comprendere, infatti, come potesse essere possibile che nelle recensioni di uno dei maggiori quotidiani italiani questo film non fosse neppure consigliato, e come invece, era ai primi posti delle classifiche ad appena una settimana dall’inizio delle proiezioni.

Ho parlato così di questo film con mia figlia Veronica che da qualche tempo ha iniziato a lavorare con me, e lei mi ha spiegato che questa storia, tratta da un libro omonimo, altro non era che il continuo di un libro \ film che tempo fa era stato un cult per i nostri giovani “tre metri sopra il cielo”; ma Veronica mi ha trasferito una sensazione particolare: il desiderio d’amore che questo film per adolescenti voleva comunicare. Un amore pulito, dolce e passionale al tempo stesso, un amore dei giovani d’oggi, con un’attenta ricerca dei valori, quelli veri, in un mondo come quello attuale dove tutto è legato più all’apparire che all’essere.

Chi ha visto il primo film, ricorderà di aver lasciato Step con un pensiero nella mente: - riuscirò mai a tornare lì, dove solo gli innamorati vivono, tre metri sopra il cielo? - .

Bene, non voglio fare un commento al film, ma voglio fare invece alcune riflessioni e porre alcuni interrogativi come uomo di comunicazione, visto che in qualche modo il nostro mestiere “può influenzare” scelte e cambiamenti.

Cosa differenzia un vero amore da un amore? Il coinvolgimento? L’emozione? La passione?

Come possiamo leggere la parola “amore” in modo più estensivo?

Ed ancora, nel lavoro quotidiano che ognuno di noi svolge, teniamo conto del significato della parola amore e delle sue molteplici sfaccettature, o viceversa rinunciamo al cuore quando passiamo ai grandi numeri, negoziando in qualche modo con noi stessi, la “nostra storia d’amore”?

Un proverbio cinese dice: - il viaggio di mille miglia inizia con un singolo passo. – Ho provato a dare un’interpretazione legando questo proverbio al mistero della vita ed alla voglia d’amore che ognuno di noi ha sicuramente dentro di se, e mi viene da dire che siamo noi singole persone, con le nostre azioni, gli unici in grado di incanalare il nostro cammino sul binario che vorremmo, quello della correttezza oppure quello cinico degli affari.

Considerazione finale: nella sala cinematografica ero uno dei più “vecchi”, la maggioranza di chi ha visto quel film era composta d’adolescenti, con la spensieratezza dei loro anni e con la ricchezza della loro pulizia interiore.
Non deludiamoli con i nostri comportamenti

Nessun commento:

Posta un commento