lunedì 26 aprile 2010

L'ALBERO DI FALCONE


Qualche giorno fa, i soliti noti (poi si è scoperto che "forse", per una volta, la mafia non c'entrava nulla) hanno profanato a Palermo la magnolia dedicata alla memoria Giovanni Falcone il giudice palerminato ucciso dalla mafia 18 anni fa (il 23 maggio ricorre l'anniversario) spogliandola delle sue testimonianze.

18 anni, come passa il tempo mi verrebbe da dire, passa ma il ricordo di Falcone e Borsellino non si affievolisce, ma anzi.
La cosa bella che assume un significato ancor più importante e poi pensare che in un'epoca di simbolismi, questa magnolia cresciuta difronte casa Falcone, rappresenti per i giovani di Palermo, della Sicilia e dell'Italia tutta un simbolo di speranza, un simbolo cui aggrapparsi nell'attesa di un domani migliore.

Allora alto e forte si alza il mio grido di dolore, Stato: dove sei?
Perchè aspetti la reazione dei palermitani e della gente perbene e non intervieni come si dovrebbe nella prevenzione?

I palermitani onesti (quasi tutti) hanno già risposto ripopolando la magnolia di nuovi "pizzini", come sempre scritti con il cuore, "pizzini" semplici, di speranza, scritti da chi non vuole arrendersi.

Agli uomini della mafia dico con quanto fiato ho in gola: potete distruggere i simboli esteriori, ma Falcone, Borsellino e i tanti Eroi caduti per vostra mano non potrete mai distruggerli dentro di noi nelle nostre coscienze, perchè lì vivranno sempre, e con loro e sul loro esempio che tutti noi proveremo a costruire un Paese migliore.

Nessun commento:

Posta un commento