Mi sembra saggio parafrasare con "Miseria e Dignità" il celebre film di Totò, anche allora come oggi andava in scena la fame, solo che la scena della fame si girava a Adro paesino del "ricco" bresciano amministrato da persone che fanno dell'indiscriminazione una bandiera, ne più ne meno come nella nostra italietta sempre più lega dipendente.
Increduli, ci meravigliamo di questi fatti o peggio cerchiamo di nascondere la polvere sotto i divani.
Così impavidi giù fiumi d'inchiostro, salotti televisivi che ci propinano "l'evento" con i politici che cercano di tirare l'acqua ognuno al proprio mulino (ma nessun politico della sinistra si è presentato ad Adro con l'assegnuccio in mano per fermare tale scempio).
Noi invece?
Non voglio riscrivere l'accaduto, voglio fare qualche riflessione sul nostro modo di parlare, parlare, ancora parlare per qualche giorno per fare poi andare tutto nel dimenticatoio.
Ecco è proprio questo il primo spunto di riflessione: - parlare tanto per poi non fare nulla -.
Poi: - possibile che non ci sia un sistema Italia, uguale in ogni comune per affrontare il problema della scuola, della mensa, dell'educazione dei nostri figli, evitando di lasciare tutto in mando ad amministratori che fanno della diseguaglianza una bandiera? -.
Per finire:- ma siamo certi che chi legifera ad uno stipendio mensile di 20.000 euro più benefit (destra e sinistra in questo non si differenziano) possa veramente capire come si può tirare su una famiglia con un solo stipendio che alla terza settimana è già finito? -.
Concordo con l'imprenditore mecenate quando chiede agli extra comunitari di rispettare i nostri costumi e le nostre leggi, così come concordo con lui quando con dignità rammenta la povertà dell'Italia del dopoguerra.
L'Italia, la nostra Italia è oggi sempre più a due velocità, l'unica cosa certa è che i politici pur prendondo i voti al Nord come nel Centro Sud dimenticano poi puntualmente che la ricchezza va equamente distribuita.
Increduli, ci meravigliamo di questi fatti o peggio cerchiamo di nascondere la polvere sotto i divani.
Così impavidi giù fiumi d'inchiostro, salotti televisivi che ci propinano "l'evento" con i politici che cercano di tirare l'acqua ognuno al proprio mulino (ma nessun politico della sinistra si è presentato ad Adro con l'assegnuccio in mano per fermare tale scempio).
Noi invece?
Non voglio riscrivere l'accaduto, voglio fare qualche riflessione sul nostro modo di parlare, parlare, ancora parlare per qualche giorno per fare poi andare tutto nel dimenticatoio.
Ecco è proprio questo il primo spunto di riflessione: - parlare tanto per poi non fare nulla -.
Poi: - possibile che non ci sia un sistema Italia, uguale in ogni comune per affrontare il problema della scuola, della mensa, dell'educazione dei nostri figli, evitando di lasciare tutto in mando ad amministratori che fanno della diseguaglianza una bandiera? -.
Per finire:- ma siamo certi che chi legifera ad uno stipendio mensile di 20.000 euro più benefit (destra e sinistra in questo non si differenziano) possa veramente capire come si può tirare su una famiglia con un solo stipendio che alla terza settimana è già finito? -.
Concordo con l'imprenditore mecenate quando chiede agli extra comunitari di rispettare i nostri costumi e le nostre leggi, così come concordo con lui quando con dignità rammenta la povertà dell'Italia del dopoguerra.
L'Italia, la nostra Italia è oggi sempre più a due velocità, l'unica cosa certa è che i politici pur prendondo i voti al Nord come nel Centro Sud dimenticano poi puntualmente che la ricchezza va equamente distribuita.


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